Il Corpo delle Immagini

di Alex Chiapparelli

Trattato di fotografia e arti visive

Introduzione

Il disegno e la pittura non sono arti distanti rispetto alla fotografia. La fotografia riflette la realtà materiale in piano. Tutte le arti visive sono divise in due categorie: tridimensionali e bidimensionali, e la fotografia appartiene a quest’ultima. Gjon Mili fotografò Picasso mentre disegnava delle linee immaginarie davanti alla camera (Gjon Mili – “Pablo Picasso dipinge con una luce” – Maduora Pottery; 1949). Alcune persone ritengono che comprendere questi concetti non sia affatto indispensabile; basta acquistare una buona fotocamera e iniziare a scattare foto.

Queste persone possono essere categorizzate come amatori, tecnici, teorici o pratici, ognuno con un approccio unico: mettere in pratica per comprendere il funzionamento. Per loro, concentrarsi esclusivamente sul modello o sulla marca della fotocamera diventa una vera e propria missione. Passare giorni a decidere quale modello si preferisce e con quale ci si “sposerà” diventa un’ossessione, specialmente quando si considera che non tutti possono permettersi una certa spesa e l’acquisto rappresenta un investimento senza ritorno. Così si sviluppa un’ossessione, un’adorazione per un brand di camera piuttosto che per un altro, con critiche e inquisizioni nei confronti dei possessori di Nikon, Canon e altri modelli.

Per alcune persone non è importante con cosa riflettere la realtà, ma come rifletterla. Allora basterebbe prendere una scatola di cartone, fare un buco al centro e acquistare uno di quei apparecchi che tra poco credo che usciranno in commercio, apparecchi a forma di rollino che vanno ad innestarsi dentro la fotocamera analogica imprimendo l’immagine sul sensore. Tutto questo non è veritiero.

Comprare una camera molto costosa per fare foto che vanno sul web o visualizzate sui dispositivi mobile è spendere circa il doppio dei soldi, quando queste economie sarebbero state investite meglio per un buon corredo di lenti e parecchie unità di memoria. Alcuni fotografi e videomaker mi hanno riferito che certe aziende chiedono con quale brand lavorino; non so se questa è una forma di razzismo che gira nel marketing e, come tutto il razzismo, è basato sull’ideologia, oppure è basato su aspetti tecnici? Per evitare queste leggende metropolitane, credenze o adulazioni convulsive, basti pensare a quanti soldi avete a disposizione, quante multe e pagamenti dovrete far fronte in un breve futuro e che tipo di lavoro andrete a fare in partenza con il vostro corredo.

Non servono 100 mila megapixel se non siete fotografi pubblicitari o lavorate nel campo dell’editoria, ne besteranno la metà per un buon sensore full frame e un ottimo corredo di lenti.

Ritornando a Picasso, un grande e rivoluzionario artista, un pittore che all’inizio della sua carriera rifletteva la realtà con la tecnica dei pittori fiamminghi, dipingeva con il pennello o con il colore? Chiaramente era evidente che dipengesse con la mano. Questo signore era tanto blasonato a un certo punto della sua carriera perché alcuni pensavano che non sapesse dipingere. Gjon Mili volle riflettere le gesta del grande artista mentre tracciava le sue linee con la luce, ma era Gjon Mili a dipingere il grande artista con la luce.

Dopo queste osservazioni inizio con il dire che la foto camera è uno strumento artistico e come tutti gli strumenti artistici richiede manualità in primo luogo, nel movimento. Il movimento è dato dai sensi ed è una reazione dovuta ad un evento che interagisce con la vista, l’udito, l’olfatto e dalla sensibilità della pelle, cioè alla sensibilità dell’epidermide, ma cosa più importante, è la mente, il pensiero a gestire tutto e ciascun essere umano possiede diversità di pensiero e di reattività, vuoi per la nascita e soprattutto per la storia personale di vita, e sarà questo a determinare il nostro movimento nello spazio, rendendoci diversi gli uni dagli altri, grazie alla nostra immagine interiore, acquisita alle origini della nostra nascita e durante il percorso legati agli eventi positivi e negativi della nostra storia di vita.

Non esisteranno persone con un timbro di voce uguale, con lo stesso modo di dipingere o di fare fotografie; e questo è anche uno dei problemi irrisolvibili dell’intelligenza artificiale che copia un po’ da uno un po’ dall’altro individuo e in base ad algoritmi complessi ci fa pensare di essere intelligente e ci stupisce, facendoci credere di possedere un pensiero, una storia e un’intelligenza propria, quando in realtà non fa altro che rubare dalle storie di ciascun individuo e farne un collage artefatto e privo di senso.

Ricollegandomi a questo discorso e prendendo come riferimento il Lifestyle fotografico, uno tipo di fotografia esplosa nell’epoca moderna, anche tra gli influencer e i digital creator, fa riferimento alla storia di vita e soprattutto alle azioni e al movimento di una persona. Chiaramente se non riflettiamo un contenuto caratteriale e specifico del soggetto, risulterà piatto in stile foto ricordo, proprio come quei servizi di matrimoni che ogni tanto si vedono in giro privi di stile e tutti uguali. Dunque, prima di passare alla fotografia, io continuo a scrivere e voi a leggere quello che scrivo per cominciare insieme a capire cos’è la fotografia. 

La parte più difficile in questo percorso sta nel trasmettere tramite la fotografia, l’immagine di ciò che abbiamo riflesso con la nostra camera e non la figura; le foto più belle me le ha fatte mio padre e chi farebbe le foto più belle se non un padre ai propri figli?

Si evince da questo che dovete metterci tutta la passione e l’amore proprio come farebbe un genitore verso un figlio, mentre scattate e investire tutte le energie che torneranno triplicate quando vi renderete conto di aver fatto una bellissima immagine ricca di contenuto emozionale e profondità. Il gesto che fa Picasso che disegna linee è unico, e come avevo accennato in precedenza, nessun altro pittore come Caravaggio, Cézanne o Leonardo può farlo come lui, perché questi hanno il loro di gesto, ma due, dieci o venti fotografi davanti ad un soggetto con un modello identico di camera, di lenti e di impostazioni possono realizzare la stessa foto?

Sì, con qualche differenza, ma sarà la stessa foto. Ma anche se Cézanne muovesse la mano nello stesso identico modo di Picasso, potrebbe fare le stesse linee, con qualche differenza, ma saranno simili; è chiaro che questa serie di eventi pantografati non capiteranno mai nello spazio-tempo nell’universo, proprio perché ogni persona ha una propria identità, una propria storia e di conseguenza un proprio pensiero-movimento, ma potrebbero nascere delle similitudini perché l’arte parla lo stesso linguaggio ma con contenuti diversi, fino a che non arriverà qualche artista che inventerà un nuovo linguaggio e nella storia dell’arte capita sempre, ma non di frequente, incluso nella musica.

Quando teniamo uno strumento, che sia musicale, artistico o una camera fotografica, abbiamo un peso da gestire; anche nella scrittura abbiamo una penna. Questo implica una serie di problematiche di rapporto con tale strumento. Concentrarsi sugli aspetti tecnici delle funzionalità passa in secondo piano. Molti credono che le impostazioni e le funzionalità della camera siano fondamentali, mettendo in secondo piano la manualità e il gesto.

Invece, è fondamentale iniziare a parlare di tre elementi:

Il corpo

La lente

L’osservazione

Il corpo 

Il movimento della bacchetta di un direttore d’orchestra richiama l’espressività nello stesso identico modo, come il pennello del pittore e la vostra camera, esprimono una sensazione tramite determinate azioni di movimento. Dunque, padroneggiare con i movimenti della camera, che sia per la fotografia o la videografia, è la prima cosa da apprendere e comprendere, fino a far diventare lo strumento un prolungamento del nostro corpo e nel nostro caso soprattutto dei nostri occhi… Continua