Tre pietre preziose

di Alex Chiapparelli

In una calda mattina il primo calvaliere della casata di Bankfort montava il suo scuro e lucido destriero, al passo per il bosco di Greanwood, era di ritorno al castello dopo essersi recato al paese per consegnare un’importante lettera al vescovo di Northweeds, quando ad un tratto incontrò un viandante zoppo e coperto fino alla testa da un mantello marrone sbrindellato e sforacchiato un po’ ovunque;

«Lord mi scusi se interrompo il suo nobile cammino. Può donare qualcosa ad un pover’uomo senza averi e ne cibo?» domandò con voce flebile il viandante.

«Cosa vi è capitato alla gamba? Quale sventura nella sua vita?» chiese commosso Edward di Bankfort.

«La gamba è un presente lasciatomi dalla schiavitù mio Lord» e ribadì «può fare un’offerta anche la più misera? A lei non costa nulla e può cambiare la mia sventurata giornata».

Il cavaliere scese da cavallo e si avvicinò al vagabondo tenendo la mano destra ben salda sul manico della spada, nel pomolo era incastonato un rubino di grosse dimensioni e alle due estremità della guardia due zaffiri, grandi anch’essi.

Il viandante mise fuori mezzo volto dal cappuccio per osservare il luccichio emanato dai gioielli.

«Posso darti mezzo scudo reale e l’unica cosa che ho con me quest’oggi», il cavaliere si avvicino e tese la mano con la moneta.

«Di meglio non posso chiedere mio Lord» rispose il vagabondo che nel mentre si avvicinò e con un movimento fulmineo prese la mano destra del cavaliere tirandolo a se e velocemente con l’altra estrasse una lunga lama da sotto il mantello e glie la conficcò nel cuore.

Il cavaliere morì prima ancora di aver toccato il suolo.

Il vagabondo trascinò il corpo fino dietro ad una fratta e lo denudò, indossando le vesti e la spada del cavaliere prese il cavallo e partì al trotto nel bosco.

Percorse un lungo tragitto in sella allo scuro destriero fischiettando un motivo e sfoderando ogni tanto l’elegante spada e facendola vorticare in aria, quando all’improvviso vide una giovane donna camminare nel bosco, la donna era ben vestita e aveva in spalla una sacca:

«Hey tu» vociò il viandante e aggiunse avvicinandosi con il destriero «che ci fa una donna sola nel bosco?»

«Mi sono persa mio Lord» rispose intimorita, mentre il bandito scese da cavallo la donna disse:

«Magari può aiutarmi a ritrovare la strada? Dovrei tornare in paese», l’impostore disse con tono bramoso; «Posso accontentarti donna» e la donna rispose; «Mio Lord è un po’ buffo vederla con delle vesti più grandi di lei» e replicò; «Non ho mai visto un paladino portare una lama nella cintura è alquanto stravagante», la donna si accorse del sangue intonro al foro della giacca lasciato dal coltello durante la colluttazione e il nomade rispose con tono seccato; «Zitta donna, che ne puoi sapere tu. Sono tornato proprio oggi da una dura battaglia, le scorte di cibo erano finite e ho dovuto digiunare per molte settimane».

L’impostore si avvicinò alla donna e blaterò: «Però donna, non sei niente male», la donna indietreggiò intimorita.

«Vieni qui dove vai?» La donna inizio a scappare nel bosco ma dopo qualche metro il vagabondo la afferrò da dietro facendola cadere e la donna gridò;

«Lasciami, lasciami!» Il vagabondo la bloccò montandogli sopra e le tirò su le vesti, la donna si dimenò ed a un tratto disse: «Aspetta, fermati non facciamolo così».

«E come ti piacerebbe farlo?» disse il bandito, la donna si liberò e gli montò sopra alzando le vesti, avvicinò il sacco che aveva con se e lo mise a portata di mano, il bandito era in estasi e chiuse gli occhi, proprio in quel momento la donna infilò la mano nella sacca ed estrasse un lungo e affilato coltello e glie lo conficcò nell’addome, le grida funeste dell’uomo echeggiarono per tutto il bosco e disse digrignando: «Maledetta sgualdrina!».

L’uomo rimase a terra con il coltello ancora conficcato e la donna si alzò e si ricompose poi si chinò e gli prese la spada ed il coltello che aveva nella cintura e lo utilizzò per rimuovere le pietre dall’elsa.

Ancora vivo e sofferente il bandito gli disse; «sei una ladra assassina!».